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«Un mito unico al mondo, proiettato nel futuro sostenibile». Svelati gli eventi della stagione 2022

Ieri, 9 giugno, al Four Season di Milano i protagonisti del sessantesimo della Costa Smeralda hanno celebrato una terra unica, che ha saputo rinnovarsi pur restando fedele al sogno di chi l’ha creata.

La scritta “Happy Birthday Costa Smeralda” campeggia sullo sfondo di un lounge raffinato ed esclusivo del Four Season di Milano, finemente arredato e accogliente per i numerosi ospiti e giornalisti intervenuti. E non poteva che essere una location d’eccezione a ospitare un evento che resterà negli annali della Costa Smeralda per celebrare il traguardo prestigioso dei 60 anni. Perché arrivare all’apice del successo è talvolta più facile che restarci. Soprattutto quando si parla di Costa Smeralda, la meta più ambita del Mediterraneo e tra le più desiderate di tutto il mondo. Ventisei eventi per festeggiare la lunga estate della destinazione: un susseguirsi di appuntamenti che vanno dalla musica ai talk show, dalla presentazione di libri da parte di scrittori alla presenza di giornalisti di primo piano, dai concerti alle mostre che sveleranno i passi compiuti in questi primi, gloriosi sessanta anni.

Quindi onore e oneri del direttivo – il vicepresidente del Consorzio Costa Smeralda e Ceo di Smeralda Holding Mario Ferraro, il presidente di Smeralda Holding Franco Carraro, il presidente del Consorzio Renzo Persico, il direttore generale Massimo Marcialis – i quali, con grande attenzione e lungimiranza, supportati da un team di collaboratori efficienti, l’hanno traghettata da un passato glorioso, sognato e concretizzato dal principe Karim Aga Khan, verso un presente caratterizzato da un turismo d’élite, dove la cultura sposa l’ambiente. E proiettato oggi verso un futuro in cui questa destinazione esclusiva procede “controcorrente”. Sì perché, invece di aprirsi al turismo di massa come le sue competitor del Mediterraneo, cosa che ne snaturerebbe l’eccezionalità dei luoghi e l’eccellenza delle sue strutture ricettive, punta a mantenere la Costa Smeralda ancorata alle sue radici originarie, ben piantate in Sardegna, terra in cui l’ambiente naturale è unico; il legame con un passato storico e archeologico è importante; l’attenzione verso la sostenibilità mantiene e manterrà intatto il suo fascino paradisiaco per i prossimi cento anni, almeno. Il tutto arricchito da scelte all’avanguardia da parte del direttivo, per sviluppare gli asset e intercettare gusti ed esigenze delle fasce più giovani dei viaggiatori del prossimo futuro.

E così, moderati dal giornalista del Sole24Ore Stefano Salis, nonché direttore artistico del Premio Costa Smeralda 2022, i protagonisti di ieri e di oggi hanno raccontato la “loro” Costa Smeralda, snocciolando aneddoti che meriterebbero un libro a parte.

«Celebriamo i 60 anni analizzando la storia di questa terra e il suo significato nel contesto internazionale» ha esordito Salis dando poi la parola al presidente Renzo Persico: «Questo progetto avveniristico è nato quando la Sardegna era la periferia del Mediterraneo. Nessuno la conosceva. Così, la Costa Smeralda è nata con una straordinaria attenzione all’ambiente e parlava un linguaggio nuovo: la lingua del turismo. In quest’area trovò una popolazione che accettò questi grandi cambiamenti, che da una tradizione pastorizia li ha portati verso una realtà innovativa. Noi oggi siamo i garanti del progetto originario, in vista del futuro. Per questo il primo evento è stato il Premio Letterario Costa Smeralda e poi, per tutta l’estate, sono previsti talk show, la presenza di giornalisti di primo piano, una serie di mostre, musica e la festa di compleanno, che festeggeremo il 13 agosto con un concerto straordinario di Amy Stewart. Perché in Costa Smeralda la cultura sposa la natura per un turismo di qualità».

La parola poi a Giancarlo Busiri Vici, che assieme al padre Michele ha contribuito a costruire da zero l’intera “scenografia” smeraldina: «Io e mio padre, assieme agli altri architetti pionieri scelti dall’Aga Khan, abbiamo lavorato sempre tenendo a mente due capisaldi: il regolamento edilizio, che prevedeva ogni dettaglio, persino la scelta arborea adatta e quella vietata, e il Comitato di architettura che, oltre alla verifica del progetto su carta, fa apporre pali di legno sul terreno dove l’edificio dev’essere costruito, per essere certi che le nuove costruzioni non deturpino l’ambiente. Ecco perché il valore aggiunto è la qualità del progetto architettonico.»

È stata poi la volta di Pierre André Podbielski, il gallerista figlio di René, uno dei soci fondatori: «Il percorso di realizzazione è stato difficile, spesso abbiamo dovuto combattere con imprenditori troppo disinvolti e noncuranti. Ma ora tutto è risolto e la Costa Smeralda è decollata in modo armonioso, creando un importante indotto per tutta la Sardegna».

«La prima volta che sono arrivato qui avevo 23 anni, nel 1963» – ha raccontato Franco Carraro, presidente di Smeralda Holding – «ed ero ospite della casa di un’amica a Capo di Coda Cavallo, senza acqua. Sono andato al Cala di Volpe dove tutto funzionava: gli hotel erano perfetti, Porto Cervo era un’oasi. Ancora si poteva raggiungere la Costa Smeralda solo in traghetto o in barca. Poi ci fu Alisarda, voluta dall’Aga Khan, che volava dall’ex aeroporto militare di Villa Fiorita. E ancora la Marina, il Golf… insomma: tutto è stato creato da un ragazzo che allora aveva poco più di vent’anni e che, grazie alle sue intuizioni, pensò anche alle grandi competizioni velistiche che fecero diventare famosa la Costa Smeralda in tutto il mondo».

È poi la volta del vicepresidente del Consorzio Costa Smeralda e Ceo di Smeralda Holding Mario Ferraro, che disegna la rotta del futuro: «Parliamo anche di attualità e scenari futuri. La nostra visione ha due obiettivi: il conseguimento di benefici sociali ed economici per chi qui risiede e lavora; e poi puntare a una destinazione sostenibile, a basso impatto sull’ambiente. L’Aga Khan scelse i migliori progettisti dell’epoca e la Costa Smeralda nacque unica allora e lo è ancora oggi. Vogliamo sviluppare la destinazione in totale armonia col territorio e la popolazione, restando fedeli alla filosofia iniziale di meta non di massa, con nuovi servizi all’avanguardia, prodotti per l’accoglienza innovativi, l’adeguamento costante delle infrastrutture, la digitalizzazione ma soprattutto la sostenibilità, perché abbiamo una grande responsabilità nei confronti delle generazioni future».

L’evento si è concluso con l’intervento video del sindaco Roberto Ragnedda, rimasto in Sardegna per completare la campagna elettorale che lo vede nuovamente candidato: «Per noi questo è un duplice anniversario: festeggiamo anche i 100 anni di Arzachena e l’alleanza con la Costa Smeralda è un caposaldo imprescindibile. Celebriamo un mito che continua ancora oggi a suscitare lo stupore e l’ammirazione internazionale».

Arianna Pinton

Didascalia: Da sinistra l’architetto Giancarlo Busiri Vici, il vicepresidente del Consorzio Costa Smeralda e Ceo di Smeralda Holding Mario Ferraro, il presidente del Consorzio Costa Smeralda Renzo Persico, il presidente di Smeralda Holding Franco Carraro, Pierre André Podbielski, figlio di René, uno dei soci fondatori

Credits: Marcello Chiodino

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CS Journal è la voce ufficiale del Consorzio Costa Smeralda, edito per i propri associati e per l’indotto turistico che ogni anno affolla la Costa Smeralda. Un magazine formato tabloid che valorizza l’identità del Consorzio e tutte le realtà del territorio.