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«Quando arrivo in Costa Smeralda mi chiudo in casa e vado in barca»

Intervista con Carlo Taormina, ex magistrato, professore universitario, parlamentare e uomo di governo

Nato a Roma nel 1940, Carlo Taormina è avvocato e professore ordinario di procedura penale all’università di Roma Tor Vergata. Nella sua lunga carriera è stato parte del collegio difensivo di alcuni dei processi molto controversi della storia italiana recente, da Ustica al processo al nazista Erich Priebke, fino al caso di Abu Omar e al delitto di Cogne. Il suo nome, però, è diventato noto alle cronache per aver difeso numerosi politici: il leader socialista Bettino Craxi del processo Mani pulite e l’ex primo ministro democristiano Giulio Andreotti, imputato nel processo per l’omicidio del giornalista Mino Pecorelli.

Come è scattato questo rapporto tra lei e la Sardegna?

«Ero spesso ospite di Silvio Berlusconi a Villa Certosa come suo consigliere per le strategie politiche della neonata Forza Italia, allora pensai di comprare casa a Porto Cervo grazie al suggerimento di uno dei creatori del Consorzio Costa Smeralda, un amico in comune con Berlusconi».

All’inizio della carriera è stato magistrato, perché successivamente ha scelto l’avvocatura?

«Sono andato via dalla magistratura nel 1975 dopo aver vinto il concorso per la cattedra di procedura penale. Una volta intrapresa la carriera universitaria iniziai anche l’attività forense: divenne la professione prevalente nonostante insegni ancora a Tor Vergata».

Che rapporto ha con i suoi giovani studenti?

«Splendido. Non ho mai avuto comportamenti che potessero deluderli come saltare una lezione. La prima fonte di rinnovamento perenne sono proprio i giovani perché da loro capisco cosa succede di nuovo nel mondo».

Per non farsi mancare niente è stato cinque anni in Parlamento con una breve parentesi come Sottosegretario agli Interni. Che esperienza è stata?

«Sicuramente bellissima perché sono entrato nei meandri della formazione delle leggi, le stesse che studiavo da giurista e che ponevo come punto di partenza per il mio lavoro. Mi sono, però, scontrato con situazioni spiacevoli sui metodi di esercizio della politica: non facevano per me e ho lasciato».

Il suo decalogo, in pillole, per far funzionare al meglio la giustizia italiana.

«Non è più possibile intervenire. Bisogna resettare tutto e istituire le giurie popolari. Basta con questi magistrati onnipotenti con discrezionalità infinita».

È uno degli avvocati più celebri. È vero che ha vinto il 90% delle cause?

«Se vincere le cause non è solo l’assoluzione ma anche vedersi riconoscere alcuni principi fondamentali a tutela dell’imputato, allora è vero, ne ho vinte tante».

Escluso lei, chi vedrebbe nel 2023 come Ministro della Giustizia ideale?

«Serve un politico, non un tecnico: personalità come Cassese, Zagrebelsky o Nordio».

La vediamo poco in giro a Porto Cervo, riservatezza o mancanza di tempo?

«Quando arrivo mi chiudo in casa e vado in barca visto che ho un piccolo molo appena fuori dal cancello. Quasi nient’altro».

Quando smetterà la toga, sempre che ciò avvenga, quali sono i progetti di Carlo Taormina?

«Ogni tanto mi propongono interessanti progetti, poi, però, vengo travolto dai troppi impegni che mi vedono in prima linea per difendere le persone che si affidano a me».

Gigi Maestri

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CS Journal è la voce ufficiale del Consorzio Costa Smeralda, edito per i propri associati e per l’indotto turistico che ogni anno affolla la Costa Smeralda. Un magazine formato tabloid che valorizza l’identità del Consorzio e tutte le realtà del territorio.