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Pisacane a Olbia per parlare di etica nello sport

L’ex campione ha raccontato la sua esperienza all’interno degli incontri programmati dall’Olbia Calcio e dalla Geasar

Etica e sport sono al centro del racconto dell’ex campione di calcio Carlo Pisacane. Una storia che comincia da lontano quanto  rifiutò cinquantamila euro che gli furono proposti per condizionare l’esito di una partita di serie C quando militava nella Lumezzane. Un tentativo di corruzione che l’ex calciatore non solo rispedì al mittente, ma che denunciò alle autorità competenti. Il giocatore che in passato ha indossato anche la maglia del Cagliari e oggi nello staff tecnico della squadra rossoblù grazie a quel gesto di onestà datato 2011 è diventato il simbolo dell’etica sportiva. Fino ad essere nominato nel 2012 ambasciatore della Fifa (La Fédération Internationale de Football Association). In questi giorni Pisacane è stato ospite d’onore  e relatore degli incontri programmati dall’Olbia Calcio e dalla Geasar società aeroportuale di Olbia per sensibilizzare i ragazzi all’etica sportiva. E davanti a una platea di giovanissimi, erano presenti, infatti i ragazzi della prima squadra, primavera, femminile, under 17, Under 15, Under 14, Pisacane ha portato la sua testimonianza suscitando curiosità e ammirazione in tutti i presenti.  «Continuo a chiedermelo ancora oggi – ha raccontato ai ragazzi il calciatore – : perché proprio io? Quando mi è stata proposta quella somma per indirizzare il risultato di una partita, ho visto passare davanti la mia vita e i miei sogni. Non ci ho pensato due volte. Dovevo proteggere i sacrifici fatti dalla mia famiglia per darmi l’opportunità di essere un calciatore professionista. Dovevo dare un segnale per tutelare il sogno di tutti i ragazzi più giovani che, come me, volevano arrivare. Perché la dignità non ha un prezzo e le scorciatoie, nel calcio come nella vita, non portano da nessuna parte». La giornata è stata l’occasione per parlare Codice di Giustizia Sportiva, delle gravità che comporta l’illecito sportivo, di come riconoscerlo e di come comportarsi quando si viene a conoscenza, come regolamentato dall’art. 30 (Illecito Sportivo e Obbligo di Denuncia). Il ciclo di seminari è frutto dell’accordo tra la società sportiva olbiese e l’aeroporto Costa Smeralda, dove si sono tenuti i primi due incontri. Relatore della prima giornata era stato  l’arbitro di Serie A e vicepresidente della sezione olbiese Antonio Giua, direttore di gara che ha incentrato il proprio intervento sull’importanza della comunicazione che deve intercorrere tra arbitro e giocatori, ricordando gli aspetti principali che devono indirizzare e che possono ostacolare una sana e corretta dialettica in campo, portando a esempio alcune situazioni di gara. Fondamentale la preziosa collaborazione dell’AIA di Olbia e del suo presidente Serafino Ruoni.

Davide Mosca

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