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Italia è Cultura, l’intervento di Renzo Persico ad Agrigento

Nel corso del suo intervento, tradotto in dieci lingue, il Presidente ha trattato i punti salienti del modello del Consorzio Costa Smeralda, soffermandosi sulla tutela dell’ambiente, delle tradizioni, della cultura per le nuove generazioni

È nell’ultimo passaggio che emerge uno dei segreti del successo del Consorzio Costa Smeralda, una terra che ha saputo trovare il suo equilibro tenendo ben stretto il suo legame con il suo passato. «Non dobbiamo mai dimenticare un concetto ormai fondamentale: tutti noi siamo utenti temporanei di un patrimonio ambientale e culturale che dobbiamo preservare per il futuro delle nuove generazioni». L’avvocato Renzo Persico ha partecipato oggi in streaming all’evento internazionale Italia è Cultura chiudendo i lavori dopo il discorso del rappresentante della UNWTO – Organizzazione Mondiale del Turismo – il professor German Ortega Palomo, Ordinario di Programmazione del Turismo dell’Università di Malaga. Obiettivo dichiarato è coordinare il processo di definizione delle nuove linee guida per il turismo culturale sostenibile a livello internazionale. All’evento hanno partecipato 950 Istituzioni e si sono collegati, oltre ai Paesi europei, anche il Magreb e il Medioriente. Il Presidente del Consorzio Persico ha potuto sottolineare come qualità e competenze siano elementi indispensabili per il turismo internazionale presentando il modello di una destinazione che, a sessant’anni dalla sua creazione, resta centrale nell’offerta turistica di alta gamma in Italia, nel Mediterraneo e anche nel resto del mondo.

I passi salienti dell’intervento del Presidente del Consorzio

«Il Consorzio Costa Smeralda rappresenta da 60 anni un fenomeno mondiale che ha dietro una storia complessa straordinaria, che poggia la sua genesi su due elementi essenziali. Intanto la visione del principe Karim Aga Khan che progetta e programma un centro turistico internazionale in una natura incontaminata ponendo alla base della sua programmazione la tutela dell’ambiente».

«Sessanta anni fa era un concetto elitario perché il suo primo progetto ecosostenibile è quello che viene realizzato in una fase storica dove il tema dell’ambiente non era al centro del dibattito internazionale come oggi. La sua visione l’ha reso illuminato e lo rende un pioniere assoluto e irripetibile di un nuovo centro che diventerà famoso poi nel mondo».

«La trasformazione del territorio avviene e viene attuata attraverso il rispetto massimo dell’ambiente circostante e delle tradizioni locali».

«Il suo modello è sorprendente con una forza tale che modificherà per sempre l’immagine della Sardegna nel mondo. Questo cambiamento rappresenta un fenomeno che sembrerebbe di carattere economico ma che sconfina nel sociale ed è interessante ancora ribadire come la sua scelta vincente poggiava su delle unicità ambientali, specificità e tradizioni millenarie di cui la Sardegna è ricca, perché le aree consortili rappresentano una parte alla Sardegna la quale a sua volta era alla ribalta di un interesse internazionale legato alle sue unicità».

«La zona del Consorzio rappresenta dall’origine il mito del turismo internazionale e che ha preceduto di un decennio la visibilità dell’isola nell’intero suo sistema. Si può dire che il mito di Porto Cervo precede il mito della Sardegna per fondersi insieme».

Il successo del progetto

«Il modello nasce da un progetto innovativo completo in tutti i suoi elementi, dove la visione del principe concretizzava in uno studio tutti i dettagli del suo progetto con la tutela sull’ambiente della cultura e guardato alla formazione di giovani. Ecco il dato innovativo».

«C’è una grande connessione tra la nostra realtà di centro internazionale e il resto dell’isola perché la Sardegna è un’isola magica e unica che racchiude in sé stessa delle specificità ambientali culturali e sociali, elementi che sono alla base di successo di Porto Cervo».

Il futuro dei giovani

«Ho parlato di tutela dell’ambiente, di ambiente sostenibile e di tradizioni locali che vanno rispettate, perché sono convinto che questo messaggio vada ripetuto costantemente ai giovani in età scolastica. Perché proprio in questa fase dobbiamo trasmettere un’identità che sarà la sapienza del nostro passato ma sarà anche la base del loro futuro. Ambiente e cultura vanno tutelati nella loro specificità investendo sui giovani, perché proprio loro vanno accompagnati formando nuove maestranze con competenze per salvaguardare la cultura della tutela dell’ambiente e delle tradizioni, orgoglio di chi crederà nel passato capendo che il suo futuro sta nelle radici di una cultura straordinaria».

Il Mediterraneo: realtà uniche non in competizione

«La Sardegna oggi fa parte del Mediterraneo, dove tutti noi siamo uniti da una storia millenaria che ci accomuna. Il nostro Mediterraneo è il luogo dove si sono formate le nostre civiltà ricche di espressioni e peculiarità che le rendono tutte insieme uniche nel contesto mondiale. Siamo tutte realtà speciali ma non siamo in competizione. Se dovessi parlare di competizione dovrei osservare il rapporto che c’è tra il Mediterraneo e altre realtà internazionali come quelle americane e quelle asiatiche».

Incontro di culture

«Il turismo è una dimensione che deve garantire una qualità della vita ma anche il luogo degli incontri delle culture e dell’incontro tra le persone che visitano il luogo e le persone che accolgono. In questo dialogo tra le parti sta il successo. Perché non c’è un linguaggio più universale dell’incontro di popoli che rappresenta la base della crescita di un Paese e gli equilibri tra le diverse Nazioni. E attraverso questo nasceranno grandi progetti di cui i giovani saranno promotori per una nuova era che porterà un dialogo costante di pace».

Arianna Pinton

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CS Journal è la voce ufficiale del Consorzio Costa Smeralda, edito per i propri associati e per l’indotto turistico che ogni anno affolla la Costa Smeralda. Un magazine formato tabloid che valorizza l’identità del Consorzio e tutte le realtà del territorio.