3.500 visitatori per l’apertura delle Ville Jacques Couëlle di Monti Mannu
La nautica è al centro della sesta tappa ospitata da Porto Cervo Marina al Pevero Golf Club
Sono state un vero successo le Giornate Fai d’Autunno promosse dal Gruppo FAI Olbia-Tempio della Delegazione FAI di Sassari. Arzachena si è presentata all’appuntamento aprendo le porte delle Ville Jacques Couëlle di Monti Mannu, un’opera di pregevole fattura realizzata negli anni ‘60 che si trova nei pressi del borgo di Abbiadori e delle località turistiche di Porto Cervo e Cala di Volpe.
In totale sono stati oltre 3.500 visitatori che hanno avuto il piacere di ammirare in tutta la sua bellezza un compendio di 30 mila metri quadri dal valore 37 milioni di euro di valore stimato. Uno spazio architettonico che porta la firma di chi ha costruito l’anima e il cuore di Porto Cervo, capace di fondersi con il paesaggio sardo senza mai snaturarlo.
Il luogo è letteralmente immerso in un paesaggio ricco di vegetazione circondato dal granito. Al suo interno si trovano diverse residenze progettate dall’artista. Tra queste Villa La Grotta, creata da Couëlle nel 1968 per essere la sua abitazione. Ancora oggi si respira la concezione originaria del suo autore, che ha concepito questi spazio come se dovessero dialogare con la natura: «Non è sufficiente creare volumi che al loro interno offrano uno spazio felice per l’uomo e che siano belli all’esterno: devono essere integrati nell’ambiente», ha dichiarato l’architetto.
Il sindaco Roberto Ragnedda è rimasto soddisfatto della prima apertura. «È stato più che un successo: un ottimo auspicio in vista della realizzazione del museo, il progetto che è valso l’assegnazione dell’immobile al Comune dopo un lungo lavoro di studio e ricerca avviato nel 2024. Abbiamo creduto nell’idea di rendere il pubblico partecipe della storia e della bellezza create da uno dei visionari che ha plasmato lo stile Costa Smeralda, e la risposta è stata straordinaria. Persone giunte da tutta la Sardegna, ma anche turisti italiani e stranieri di ogni età, hanno atteso pazientemente in fila pur di accedere e ammirare un’opera dal valore architettonico e simbolico inestimabile. Sono certo che la struttura situata sulle alture del borgo di Abbiadori diventerà uno dei punti di maggiore attrattività del circuito culturale di Arzachena, accanto ai siti archeologici, al museo civico Michele Ruzittu e al patrimonio naturalistico, aggiungendo un ulteriore tassello all’unicità della nostra destinazione».
Questi luoghi sono ora di proprietà del Comune dopo l’assegnazione avvenuta da parte dell’Agenzia Nazionale per l’Amministrazione e la Destinazione dei Beni sequestrati e confiscati alla Criminalità organizzata (ANBSC). L’obiettivo è di istituire il Museo della Costa Smeralda con aree espositive, sala convegni, laboratori didattici, un bookshop e una caffetteria. In questo modo si andrà a raccontare un modello d’avanguardia come quello realizzato dal Principe Karim Aga Khan IV. Un progetto che ha unito crescita, tradizione e sviluppo sostenibile fin dagli anni ‘60, rendendo Arzachena e il borgo di Porto Cervo dei luoghi unici al mondo.
Lo studio di fattibilità è stato coordinato dall’architetto Mario Chiodino, dirigente del Settore Pianificazione Territoriale del Comune di Arzachena, e dall’Ufficio Patrimonio, con la collaborazione dello Studio Artek Design di Alghero. «Nelle opere di Couëlle, la morfologia del terreno, le rocce, la vegetazione, la luce e gli elementi naturali non costituiscono semplicemente il contesto della progettazione, ma diventano parte integrante della costruzione stessa – spiega Chiodino -. Particolarmente rappresentativa di questa ricerca è Villa La Grotta, realizzata nel 1968 come residenza personale dell’architetto. L’edificio si caratterizza per una successione di ambienti dalle forme organiche, superfici curve, aperture e spazi in stretta relazione con la natura. Gli affioramenti granitici sono integrati nella struttura, mentre aperture e percorsi interni ricercano una continuità tra spazio abitato e ambiente esterno. È l’espressione della cosiddetta maison-paysage (casa-paesaggio), nella quale l’architettura tende a farsi luogo anziché sovrapporsi ad esso».
Riccardo Lo Re