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“Skrinkle Haven”, il passato acquatico di Marte

Marte, il pianeta rosso, continua a riservare sorprese per gli scienziati e gli appassionati di spazio grazie alle sue caratteristiche geologiche uniche. Uno degli aspetti più intriganti del suo passato riguarda la possibilità che Marte abbia avuto un passato molto più simile a quello della Terra, come indicato dalla presenza di fiumi ormai prosciugati che un tempo attraversavano la sua superficie. Recenti immagini scattate dal rover Perseverance hanno rivelato letti di fiumi ormai asciutti, depositi alluvionali e segni di erosione causati dal movimento dell’acqua. Utilizzando la fotocamera Mastcam-Z, il rover della NASA ha catturato diversi scatti a colori di una formazione che è stata chiamata “Skrinkle Haven” per via dei suoi numerosi strati curvi – noti come “unità curvilinee” – visibili in modo molto evidente anche a occhio nudo. La foto ottenuta è composta da ben 203 immagini individuali e rappresenta in maniera approssimativa come potrebbe apparirebbe il paesaggio a una persona presente fisicamente su Marte. Gli scienziati ritengono che queste depressioni siano state formate da un fiume di dimensioni simili a quelle del Mississippi o da un fiume intrecciato che crea piccole isole di sedimenti chiamate sabbie. Si presume che questi strati fossero molto più alti in passato, ma che siano stati modellati dalle erosioni del vento nel corso di eoni, riducendoli alle dimensioni osservabili oggi.

La missione di Perseverance, gestita dal Jet Propulsion Laboratory della NASA, mira a studiare l’astrobiologia su Marte, inclusa la ricerca di segni di vita microbica antica. È la prima missione che collezionerà e conserva campioni di rocce e regolite marziane, ovvero frammenti rocciosi e polveri rinvenute in loco. La NASA ha già pianificato missioni future, in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Europea (ESA), per inviare veicoli spaziali su Marte al fine di raccogliere questi campioni sigillati dalla superficie e riportarli sulla Terra per ulteriori analisi. Perseverance contribuirà inoltre a comprendere la geologia e il clima passato del pianeta, aprendo la strada all’esplorazione umana di Marte.

Francesco di Nuzzo

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