Tra identità e ambiente: i premi speciali del 2022 a Porto Cervo
Il Premio Costa Smeralda ha accolto ospiti di spicco e Premi Nobel regalando un’edizione all’altezza delle aspettative
Nel corso degli anni il Premio Costa Smeralda si è arricchito di appuntamenti e riconoscimenti che hanno lasciato un segno nella stagione estiva a Porto Cervo. Un risultato reso possibile da un’organizzazione capace di costruire attorno all’evento una formula dinamica, attenta non solo al presente ma anche alle molteplici sfaccettature culturali.
Accanto alle terzine finaliste — selezionate dalla giuria presieduta da Stefano Salis e suddivise nelle categorie narrativa e saggistica — il Premio ha voluto dare spazio a tutte le voci del nostro tempo con dei premi speciali che hanno ulteriormente accresciuto il prestigio della manifestazione. Sono dei riconoscimenti rivolti a personalità di spicco del panorama culturale, consegnati per motivazioni differenti dalla giuria ogni anno sulla base dei valori e della qualità espessa dai loro lavori.
Il Premio Internazionale, assegnato a uno scrittore o a un’opera di caratura internazionale, è andato al Premio Nobel per la Letteratura 2006 Orhan Pamuk con la seguente motivazione. «La definizione di “Scrittore” non basta. Artista; forse sarebbe più calzante. Artista in un modo e di una profondità tali che, in qualunque delle discipline nelle quali si è cimentato (tra le altre, la pittura, la fotografia, ma anche il collezionismo e la museologia, portate ai massimi livelli), ha sempre manifestato una grandissima consapevolezza dei limiti di ciascuna definizione. E la ha superata».
Intellettuale di primo piano, docente, giornalista, attivista, con le sue posizioni e le sue dichiarazioni, in difesa della democrazia e dei diritti, «Pamuk rinnova oggi la figura e il ruolo dello scrittore e si muove, nello scenario millenario del Mediterraneo, come una personalità che mischia tutte e ciascuna delle sue valenze».
Il Premio Cultura del Mediterraneo è stato invece assegnato al professore di Colture arboree all’Università di Palermo Giuseppe Barbera. Un scelta dovuta non solo al suo ruolo di scrittore e divulgatore, ma anche per profondo conoscitore del ruolo dell’umano e della cultura nella natura. Nei suoi libri, ha scritto la giuria nella sua motivazione, Barbera «ci trasmette una sapienza di forza commovente: scienza, passione e intima comprensione della natura e della cultura, venate da un umanesimo della miglior qualità. Ci vogliono, scrittori così, persone così, per ricordarci quale è il nostro ruolo e come siamo connessi alla natura. Il merito di Barbera è proprio quello di farci cogliere, di “sapere” e di “raccontare” gli alberi, nella loro grandezza, nella loro vita, nel loro essere e divenire storico».
Infine, il Premio speciale a Gavino Murgia, musicista e allo stesso una risorsa per la cultura sarda. «Rispetta e conosce la tradizione, ma è capace di innovarla con la forza delle note, con il linguaggio contemporaneo del jazz, con la presenza scenica di impressionante vigore ma allo stesso tempo di riservata qualità».
Riccardo Lo Re