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L’elisir di lunga vita dei centenari sardi

Venerdì 26 alle ore 20 un incontro realizzato in occasione di “Sardinia Discovery Journey”, il progetto regionale che rientra nel programma di marketing “Insula Sardinia Quality World”

Si dice a Chent’annos per augurare al festeggiato una lunga vita. Una predizione che, ripetendola più volte, alla fine si è avverata, considerando l’elisir che a quanto pare scorre nella sola Sardegna. La signora Battistina Secci, centenaria di Urzulei, ha annunciato in un video messaggio la sua presenza all’iniziativa organizzata dall’associazione Culturale Mater Dea e presieduta dal regista Pietro Mereu: «Il 26 agosto ci vediamo a Porto Cervo per il Longevity Fest». E non potevano esserci parole migliori per introdurre  questo appuntamento in programma venerdì prossimo alle 20. Il primo festival dedicato alla Blue Zone sarda, previsto nella piazzetta della marina di Porto Cervo, sarà l’occasione per tentare di scoprire uno dei segreti più misteriosi della Sardegna e in particolare dell’Ogliastra. Perché è ormai cosa nota che l’Isola sia terra di centenari e che in particolare in cinque paesi, Arzana, Baunei, Talana, Urzulei, Villagrande Strisaili si concentri il maggior numero di centenari, rappresentando così una delle cinque Blue Zone al mondo. Per l’occasione verrà proiettato il documentario “Il club dei centenari” firmato da Mereu a cui seguirà una tavola rotonda con la presenza di Gianni Sarti, presidente del Cipnes, Gianni Pes ricercatore della Blue Zone, Giovanni Scapagnini medico e ricercatore e Raffaele Sestu medico dei centenari.

«Ricercatori e scienziati stanno studiando da anni questo fenomeno affascinante – ha spiegato Mereu – indagando il Dna di queste persone, l’alimentazione, lo stile di vita trovando chiaramente dei riscontri, ma fondamentalmente questa “formula magica” rimane un mistero. Di certo mi son fatto un’idea in questi anni di studi e approfondimenti sul fatto che queste persone abbiano vissuto con pochissimo stress. Non avevano il cellulare, un’agenda da rispettare o le mail alle quali rispondere. Un altro aspetto era sicuramente il movimento, per loro camminare era normale, un movimento continuo, ma molto tranquillo. Per spostarsi in zone perlopiù impervie ci si muoveva a piedi anche per sei ore e si facevano magari quaranta chilometri senza nemmeno rendersi conto. Quindi alla base della longevità ci sono sicuramente il movimento, il cibo, le relazioni familiari strette, i flussi demografici, l’ambiente e poi sicuramente c’è un grande fattore dato dalla fortuna». Il documentario “Il club dei centenari” ha già riscosso grande successo in tutte le iniziative in cui è stato presentato e svela aneddoti e curiosità di personaggi incredibili. La signora Battistina Secci che sarà presente il 26 è una centenaria vedova due volte, madre di quattro figlie tutte con posizioni lavorative di prestigio. Una donna dal carattere forte, mangia poco, due culurgiones al giorno, uno yogurt e sale ancora le scale da sola. Sarà interessante scoprire la sua storia. E poi, tra i tanti, c’è il racconto di un uomo di 102 anni originario di Talana intervistato da Mereu che racconta la sua vita, di quando faceva il servo pastore nelle campagne di Orgosolo e che legge ancora oggi il giornale senza occhiali.

«La cosa più difficile nel confezionare questo documentario è stato sicuramente capire la chiave per intervistare questi centenari – ha poi raccontato il regista – . Sicuramente per me è stato più semplice perché sono del territorio, integrato e ho saputo come muovermi delicatamente. Ma queste persone hanno un loro flusso di narrazione che non è legato alla longevità, ma ad aneddoti della loro vita che però spiegano in parte la magia che aleggia intorno alla loro vita». La serata di venerdì sarà moderata dall’attrice Martina Tore e si concluderà con lAperitivo dei Centenari. Tutti i presenti saranno invitati a scoprire e degustare una selezione di prodotti enogastronomici alla base della dieta sardo-mediterranea.

Davide Mosca

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CS Journal è la voce ufficiale del Consorzio Costa Smeralda, edito per i propri associati e per l’indotto turistico che ogni anno affolla le aree consortili di Porto Cervo. Un magazine formato tabloid che valorizza l’identità del Consorzio e tutte le realtà del territorio.