Porto Cervo celebra il suo fondatore: svelata la statua nella nuova Piazza Principe Aga Khan
L’evento si terrà mercoledì 8 luglio, dalle ore 19:30 alle ore 20:30, a Porto Cervo alla presenza di figure di spicco del mondo scientifico e divulgativo
Le note suadenti del violino della fuoriclasse Anna Tifu hanno danzato nell’aria limpida di Porto Cervo, intrecciandosi con la brezza marina che accarezza questa terra di rocce scolpite dal vento. È stata una serata di grandi emozioni, quella del 9 luglio 2026, nel luogo esatto in cui tutto ebbe inizio. Quella che per decenni è stat cuore pulsante e salotto a cielo aperto della Costa Smeralda©, ha vissuto una nuova vita: da oggi, i suoi lastricati portano orgogliosamente il nome di Piazza Principe Aga Khan IV. L’intera Sardegna si è vestita a festa per celebrare un uomo, una visione e un’eredità che ha trasceso il tempo. Sotto la misurata guida di Andrea Concas – figlio di Roberto Concas – nelle vesti di presentatore della serata, si è radunato un parterre d’eccezione. A far da cornice al momento in cui è caduto il velo sull’opera dedicata al Principe Karim, vi era la famiglia Aga Khan con il fratello Amin e il figlio Rahim, oggi alla guida della comunità ismaelita in qualità di cinquantesimo Imam. Al loro fianco, le più alte cariche istituzionali: il sindaco di Arzachena Roberto Ragnedda, la presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde, la prefetta di Sassari Grazia La Fauci, il questore Filiberto Mastrapasqua, i vertici di Smeralda Holding e del Consorzio Costa Smeralda© e tutte le autorità civili e militari del territorio. Le parole del sindaco di Arzachena, Roberto Ragnedda, hanno tracciato i contorni di un profondo orgoglio istituzionale e territoriale, ricordando un incontro che ha mutato per sempre le sorti della Gallura e della Sardegna. “È un piacere, oltre che un onore, ricordare quello che Sua Altezza il Principe Karim Aga Khan ha fatto per noi. In momenti storici in cui non vi erano leggi urbanistiche, non vi era nessuna restrizione per poter fare qualsiasi tipo di intervento, ha deciso di sposarsi col nostro territorio e creare un qualcosa che ha fatto epoca.” Ragnedda ha sottolineato come la filosofia del fondatore sia stata una bussola morale prima ancora che estetica: “Il rispetto della natura, il rispetto dell’identità locale, il rispetto delle persone, sono stati il carisma che ha guidato l’opera di Karim Aga Khan. Ha garantito a tante generazioni di arzachenesi, di sardi, che oggi hanno avuto l’opportunità di vivere e crescere all’interno dell’isola, senza dover emigrare.” Subito dopo, il momento più intimo e toccante è stato affidato al Principe Rahim Aga Khan. Nelle sue parole, la visione del padre è emersa non come un asettico progetto di sviluppo, ma come una bruciante passione personale. “Quando vide per la prima volta questa parte della Sardegna, vide un paesaggio di roccia granitica, acque limpide, colline, insenature e luce, e capì che il suo valore risiedeva nella sua unicità. Amava l’architettura non come decorazione, ma come linguaggio di rispetto. Le proporzioni, i materiali e i dettagli sono importanti. Gli edifici dovrebbero appartenere all’ambiente circostante. Bellezza e sobrietà sono intrecciate, procedono insieme.” Il Principe Rahim ha poi ricordato il forte legame affettivo che unisce la sua famiglia all’isola, un amore che ha ormai raggiunto la terza generazione, dai suoi fratelli fino ai suoi nipoti e figli. Rivolgendo lo sguardo all’opera d’arte dedicata a suo padre, ha aggiunto: “Questa scultura non dominerà la piazzetta. Si colloca al suo interno. Informale, umana e in dialogo con il luogo. In quella sobrietà e umanità cattura la Porto Cervo che conosciamo e riflette la guida dell’eredità architettonica di mio padre. So che avrebbe anche voluto che questo momento guardasse al futuro. Prendersi cura di questo luogo con la stessa immaginazione, disciplina e senso di responsabilità che ne hanno ispirato la creazione.” A svelare i significati più intimi della statua di bronzo è stato poi il direttore artistico Roberto Concas, che ha guidato il pubblico attraverso un profondo legame storico. Non è un caso l’utilizzo del bronzo, materiale che rievoca l’apice della cultura preistorica isolana: i bronzetti nuragici. Sotto il drappo impreziosito dalla textile designer Caterina Quartana, la statua ha preso vita, opera magistrale nata nella Fonderia artistica versiliese di Pietrasanta guidata da Franco e Gabriele Roccatagliata, e plasmata dagli scultori Valentina Lucarini Orejòn e Maicol Borghetti. “Questa scultura non nasce per celebrare il Principe attraverso un’immagine monumentale o una celebrazione artistica fine a se stessa,” ha spiegato emozionato Roberto Concas. “Nasce per dare un volto alla memoria, per ricordare che dietro ogni grande trasformazione esistono persone capaci di immaginare ciò che ancora non esiste. Il Principe è raffigurato in abiti informali. Il braccio teso non indica solo una direzione. È un gesto di condivisione.” Immortalato sul muretto della sua piazza, il Principe sfoggia un sorriso sereno, appena più grande delle dimensioni reali, vicino alla sua gente, in dialogo con il maestrale e con il mare. Così, sulle note sfumate del violino e sotto il cielo indaco della sera sarda, Porto Cervo ha abbracciato il suo creatore. Da oggi, il Principe Aga Khan non è solo nei ricordi di chi ha costruito questo paradiso, ma siede di nuovo lì, sul muretto della sua piazza, eternamente in dialogo con la sua amata terra.
Davide Mosca