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L’abbraccio della Sardegna al suo Principe: il nome dell’Aga Khan sulla porta dell’Isola a Olbia

Una cerimonia solenne unisce la comunità gallurese nel ricordo del fondatore della destinazione. La figlia Zahra si commuove davanti alla platea: «Mio padre amava la purezza di questa terra; vedeva le infrastrutture come essenziali, ma il suo sogno era uno sviluppo sempre rispettoso della natura».

Il telo scivola via tra gli applausi e la commozione palpabile di una comunità intera. Sulla facciata dellaerostazione compare la nuova scritta, indelebile omaggio a una storia durata sessant’anni: Aeroporto Olbia Costa Smeralda® – S.A. Principe Aga Khan IV. È l’immagine simbolo di una giornata storica per la Gallura e per tutta la Sardegna. Non è stato solo un cambio di denominazione, ma un atto di gratitudine collettiva andato in scena prima nellaula consiliare del Comune di Olbia e poi davanti allingresso dello scalo. A rappresentare la famiglia Aga Khan c’era la figlia del principe scomparso lanno scorso, la Principessa Zahra Aga Khan. Attorno a lei una platea delle grandi occasioni: la presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde e il suo vice Giuseppe Meloni, il sindaco di Olbia Settimo Nizzi, il viceministro ai Trasporti Edoardo Rixi, il presidente dellEnac Pierluigi Di Palma, lAD di Geasar Silvio Pippobello, il prefetto di Sassari Grazia La Fauci, il questore di Sassari Filiberto Mastrapasqua, tutti i sindaci del territorio e le aumassime autorità civili e militari. Un fronte unito per celebrare l’uomo che ha inventato la destinazione e lanciato una compagnia aerea e laeroporto porta daccesso del mondo in Sardegna. A fare gli onori di casa è stato il sindaco Settimo Nizzi, che ha sottolineato il legame indissolubile tra il territorio e il suo fondatore. «Dovevamo dare una risposta concreta a tutto il bene che il Principe ha fatto. Credo che nella nostra storia ci sia stato un unico benefattore capace di portare benessere e sviluppo salvaguardando lambiente: ha sempre voluto “le cose belle”, quelle che potessero integrarsi nella specificità della nostra Sardegna. Noi non potremo mai restituire nemmeno una milionesima parte di ciò che lui ha donato all’Isola, ma la nostra presenza qui significa quanto abbiamo amato questa persona e questa famiglia. Vogliamo che la sua figura sia conosciuta da tutti, anche da chi non ha avuto la fortuna di incontrarlo».

Nizzi ha poi voluto ricordare figure chiave che hanno affiancato il Principe in questa epopea, come l’onorevole Giovanni Filigheddu e Sergio Peralda. Anche la presidente Alessandra Todde ha rimarcato il peso storico dell’evento, definendolo un riconoscimento dovuto. «Questa intitolazione è l’atto pubblico che sancisce come il Principe abbia cambiato il destino del nostro territorio e dellintera Sardegna. Dare a questa “soglia” il suo nome significa dire al mondo che l’Isola si apre all’esterno. Ci ricorda che il futuro non nasce per caso ed è fondamentale che le istituzioni riconoscano il valore di queste azioni visionarie». Il compito di ripercorrere le tappe di questa trasformazione infrastrutturale è spettato a Silvio Pippobello, amministratore delegato di Geasar, che ha tracciato la linea del tempo di un’intuizione divenuta realtà. «L’importanza della giornata è testimoniata dalle presenze odierne. Tutto iniziò nel 1960 con la riqualificazione di Venafiorita, seguita nel 1964 dalla nascita di Alisarda, che ha segnato la storia del trasporto aereo sardo, fino alla creazione dell’attuale scalo. Nel 1985 nacque Geasar: una scelta lungimirante in un’epoca in cui gli aeroporti erano gestiti dallo Stato. Poi la trasformazione in Meridiana nel 1991, il grande hangar di manutenzione nel 2000 che portò know-how tecnologico, l’ampliamento del terminal nel 2004 e lo sviluppo dell’aviazione generale. Tutto questo grazie alla visione di un’unica persona che nutriva amore per la Sardegna e rispetto per il territorio». Il momento più toccante è stato l’intervento della Principessa Zahra, che ha offerto un ritratto intimo del padre e della genesi di Porto Cervo. «Quello della destinazione Costa Smeralda® è stato il primo progetto di sviluppo turistico in Europa pianificato da professionisti con un elemento centrale: il comitato architettonico volto a preservare la natura. Mio padre, Sua Altezza, nutriva un grande rispetto per le tradizioni sarde, dalla tessitura alla lavorazione del ferro e del legno, e apprezzava la purezza incontaminata dell’Isola. Ricordo ancora le mucche sulla spiaggia di Liscia Ruja e le squadre del consorzio costrette ad allontanarle. Trovare lequilibrio tra sviluppo e tutela è stata sempre la sua priorità». La Principessa ha poi ricordato la passione del padre per l’aviazione e la tecnologia: «Lui era un pilota, arrivavamo qui in elicottero guidato da lui. Vedeva queste infrastrutture come essenziali. Ricordo la “capanna” che c’era un tempo, non cera nemmeno la dogana. Essere qui oggi, in questo edificio lussuoso che funge da vetrina per l’artigianato e l’enogastronomia sarda, è straordinario. È quasi impossibile definire la portata della sua visione: nel mondo ha creato un sistema sanitario per sei milioni di pazienti, duecento scuole, due università. Non c’era limite a quello che vedeva, ma sempre con uno stretto rispetto per la natura».

Davide Mosca