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Viaggio nel cuore del Premio Costa Smeralda: i vincitori del 2024

Nella categoria narrativa ha trionfato Evelina Santangelo con Il sentimento del mare, mentre il riconoscimento per la saggistica è stato assegnato a Maurizio Ferraris per Imparare a vivere

Dopo l’annuncio delle terne finaliste del 2026, è giunto il momento di proseguire il nostro viaggio indietro nel tempo alla scoperta dei vincitori del Premio Costa Smeralda. Un riconoscimento, organizzato e promosso da Consorzio Costa Smeralda, che è riuscito a guadagnare prestigio a livello nazionale. Nel giro di pochi anni ha saputo ospitare scrittori, studiosi e protagonisti di rilievo del panorama culturale, segno che il percorso intrapreso è quello corretto e sta producendo risultati concreti.

Ancora una volta, Lina Bolzoni, Marcello Fois, Elena Loewenthal e Chiara Valerio, insieme al direttore artistico Stefano Salis, hanno dimostrato grande sensibilità e competenza nell’individuare le opere più significative dell’ultima stagione editoriale: libri riconoscibili per originalità e cifra stilistica, suddivisi tra le sezioni di narrativa e saggistica.

Partiamo allora dalla terzina della narrativa:  Ginevra Lamberti con “Il pozzo vale più del tempo“ (Marsilio), Eugenio Murrali con il suo romanzo d’esordio “Marguerite è stata qui“ (Neri Pozza) ed Evelina Santangelo con “Il sentimento del mare“ (Einaudi). Per quanto riguarda invece la saggistica, spiccano nomi di assoluto livello: Vera Gheno con “Parole d’altro genere” (Rizzoli), Maurizio Ferraris con “Imparare a vivere“ (Editori Laterza) e Vincenzo Trione con “Prologo celeste. Nell’atelier di Anselm Kiefer“ (Einaudi).

La scrittrice Evelina Santangelo con “Il sentimento del mare” (Einaudi) si è portata a casa il Premio Narrativa del Premio Costa Smeralda 2024. «Un resoconto intimo di una donna, matura, molto bella, che deve fare un bilancio della sua esistenza e che traccia una mappa nautica e sentimentale attraverso la quale stabilire una via di fuga dal proprio tormento e dalla propria crisi», afferma la giuria nella motivazione. Il mare «è contemporaneamente lo spazio della narrazione, del conforto e dello stile. Come camminare sull’acqua per vagabondare sulle vicende umane, trovarvi un senso, adattarlo a sé e poi, con una penna sublime, raccontarlo agli altri» proseguono i giudici rimasti colpiti dalla qualità della scrittura, dalla profondità dei temi, e dall’eleganza del plot.

Questo stupore è emerso anche nell’assegnazione del premio nella categoria saggistica, andato a Maurizio Ferraris per il suo “Imparare a vivere”  e per «la rara capacità di spiegare e raccontare cose molto difficili in un modo che risulta non solo comprensibile ma anche e soprattutto accattivante, rendendo il lettore amabilmente prigioniero della pagina». L’autore è riuscito a spiazzare il lettore e a «rimettere in gioco le nostre convinzioni, le certezze che crediamo di avere, i luoghi comuni che popolano il nostro mondo di cose e parole. E tutto  sempre con una vena straordinaria di ironia».

Riccardo Lo Re