Longevity Weeks Costa Smeralda, l’importanza dell’alimentazione
Tutti i principali appuntamenti da non perdere per approfondire alcuni temi dedicati al benessere e alla longevità
Una componente essenziale della formula della lunga vita è senza dubbio l’alimentazione. Un vero e proprio pilastro che gioca un ruolo importante per prevenire eventuali malattie e vivere e a lungo. Un esempio è proprio quello raccolto dalle Blue Zone, alcune aree del mondo dove le comunità possono vantare un’ampia concentrazione di centenari in ottima salute.
Un focus sull’alimentazione a Porto Cervo
In Sardegna sono tre le aree cerchiate di azzurro: la Barbagia, l’Ogliastra, e infine, Arzachena, ufficialmente riconosciuta come nuova Zona Blu nel settembre 2025 (in occasione del Longevity Fest Costa Smeralda) da Gianni Pes, medico e ricercatore dell’Università di Sassari nonché il padre delle Blue Zones.
Proprio per questo, le Longevity Weeks Costa Smeralda continueranno il loro percorso attraverso una serie di iniziative dedicate all’approfondimento del tema della longevità, con particolare attenzione ai benefici della dieta mediterranea. Il 10 ottobre Slow Food Gallura, rappresentata dal presidente Mauro Monaco (vicepresidente di Slow Food Sardegna), organizzerà del momenti di condivisione e degustazione dedicati alla relazione tra alimentazione e longevità, centrando la riflessione su alcuni alimenti specifici appartenenti alla produzione agricola e alla cultura alimentare della Sardegna: grano e pane a lievito madre (Diego di Niglio, Tenuta Coda di Lupo) olio extravergine di oliva (Rita Caragliu, agronoma), formaggi a latte crudo e vini naturali (Paola Placido, ideatrice Vite e Vite). Oltre ai rappresentanti della produzione Slowfood, saranno presenti Andrea Campurra, presidente Distretto Sardegna Bio, e Marco Locci, direttore Coldiretti Nord Sardegna, oltre a Evelina Flachi, specialista in Scienza dell’alimentazione e nutrizione e volto noto di Rai Uno.
Secondo recenti studi, è emerso come questo modello alimentare abbia influito sull’aspettativa di vita nelle popolazioni di queste aree. A tavola, prima di tutto, non possono mancare alimenti vegetali come legumi, cereali integrali, frutta (secca e di stagione), verdura e ortaggi. Il consumo di carne e di zuccheri è molto limitato, mentre prevalgono cibi come il pesce e quelli legati al territorio come il latticini, a cominciare dal formaggio pecorino. A questa dieta si affiancano un’attività fisica regolare, svolta soprattutto all’aria aperta, un basso livello di stress e uno stile di vita sereno e il piacere di vivere a stretto contatto con la comunità. Un insieme di abitudini che contribuisce a mantenersi in salute e a favorire la longevità.
Riccardo Lo Re