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L’Italia in prima fila per il ritorno dell’uomo sulla Luna

Asi e Politecnico di Milano impegnati in una ricerca ambiziosa per l’estrazione di ossigeno dalla regolite lunare. Ecco di cosa si tratta

Mai come in questi ultimi anni le ricerche sulle possibilità di vita e permanenza dell’uomo sulla luna stanno facendo passi da gigante. Le agenzie spaziale di tutto il mondo stanno lavorando, spesso in collaborazione tra di loro non solo per riportare l’uomo sulla Luna, ma anche per prolungare la permanenza al fine di studiare la possibilità per poter un giorno organizzare soggiorni più lunghi e chissà magari in un futuro anche viverci. L’Italia, in prima fila nella ricerca spaziale, non è stata di certo a guardare e con la propria agenzia spaziale, Asi, ha lanciato un progetto di studio in collaborazione con il Politecnico di Milano per sperimentare l’estrazione di ossigeno dalla regolite lunare secondo un processo già studiato e in parte verificato in laboratorio dal gruppo ASTRA del Politecnico di Milano. La regolite è l’insieme di rocce frammentate che ricoprono la superficie della Luna. Adesso, sotto la guida di ASI, si intende attuare entro la fine di questo decennio una validazione nell’ambiente operativo di destinazione, cioè sulla superficie della Luna. L’ambizioso progetto è stato denominato “Oracle” Oxygen Retrieval Asset by Carbothermal-reduction in Lunar Environment). «L’In Situ Resources Utilization, cioè l’estrazione e lo sfruttamento delle risorse sul posto, è una capacità chiave per l’esplorazione sostenibile come quella che stiamo pianificando per la Luna. – spiega Raffaele Mugnuolo Responsabile Unità Esplorazione, Infrastrutture Orbitanti e di Superficie e Satelliti Scientifici dell’Agenzia Spaziale Italiana – In questo senso, contiamo che il progetto ORACLE si riveli di interesse globale in una prospettiva futura e che consenta all’Italia, tra i primi al mondo, di detenere una tecnologia strategica. In questa nuova stagione di ritorno alla Luna, il nostro paese si sta preparando al meglio per essere presente e ORACLE ci darà l’opportunità di consolidare il ruolo di primo piano in programmi di ampio respiro come Artemis». E grande soddisfazione è stata espressa anche da Michèle Lavagna, Responsabile scientifico del Progetto per il Politecnico di Milano: «Il progetto Oracle rappresenta un percorso virtuoso di ricerca e sviluppo tecnologico che dimostra come l’innovazione si possa concretizzare attraverso azioni sinergiche di realtà complementari come l’Università, l’Agenzia Spaziale Italiana e, in futuro, il comparto industriale nazionale. ORACLE è un’ulteriore conferma delle opportunità che la collaborazione tra i due enti offre in ambito Aerospaziale per mettere le competenze tecniche e la ricerca del Politecnico di Milano al servizio del consolidamento del ruolo dell’Italia in un comparto così strategico a livello mondiale. La sfida è notevole, ma altrettanto intensi sono la motivazione e l’entusiasmo del gruppo che contribuirà fattivamente ad un momento storico unico nello scenario dell’esplorazione spaziale come il ritorno sulla Luna, dando seguito ai risultati ottenuti in laboratorio per produrre “in loco” la prima goccia d’acqua lunare».

Davide Mosca

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