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Costa Smeralda

Il valore di un nome che ha fatto la storia

Costa Smeralda non è un toponimo ma un marchio registrato nel lontano 1963. Il Consorzio lo difende nell’interesse di tutti gli associati

In tanti credono che Costa Smeralda sia un toponimo. Invece no. Non si tratta di un nome che definisce una area geografica ma di un marchio registrato di proprietà della Servizi consortili, che è il braccio operativo del Consorzio Costa Smeralda. È infatti considerata Costa Smeralda l’insieme di specifiche aree territoriali e proprietà immobiliari presenti nell’elenco degli associati al Consorzio con sede a Porto Cervo. Un concetto che, purtroppo, ancora oggi viene spesso ignorato. Sono infatti numerose le realtà che operano in altre località costiere del Nord Sardegna a utilizzare indebitamente il nome Costa Smeralda. Per questo motivo il Consorzio difende e tutela, anche dal punto di vista legale e nell’interesse di tutti i consorziati, quello che rappresenta in maniera esclusiva un suo bene capitale. La nascita ufficiale del nome e del logo Costa Smeralda risale al 10 giugno 1963, quando avvenne la registrazione all’Ufficio centrale brevetti. Tuttavia, sulle origini del nome esistono diverse ipotesi. La più accreditata è quella legata alla figura di Giuseppe Mentasti, noto Kerry, che fu uno dei primi industriali ad acquistare dei terreni in questa fetta di Gallura e a partecipare in seguito alla creazione del progetto Costa Smeralda. Mentasti aveva infatti una figlia che si chiamava Esmeralda, alla quale pensò di dedicare la nuova creatura turistica. L’architetto Luigi Vietti preferì poi eliminare la lettera iniziale in modo che il nome risultasse meno spagnoleggiante. Il principe Karim Aga Khan accettò e così la Costa Smeralda entrò definitivamente nella storia. Ma esiste pure un’altra ipotesi, stavolta esclusivamente legata al colore a tratti smeraldo dell’acqua del mare che contraddistingue l’intera zona. Anche sulle origini e sul significato del logo, comunque, esistono più ipotesi. Si dice per esempio che si tratti di una libera interpretazione di una bussola nautica oppure che rappresenti il taglio di un diamante stilizzato. Il font utilizzato nella versione registrata è il Century Gothic. Qualche anno dopo un’agenzia londinese rivisitò il logo e nel 1970 l’Aga Khan incaricò il designer americano John Lees di occuparsi di tutte le attività di branding e design del suo gruppo. Lees creò quindi le versioni solid e outline del logo utilizzando il carattere Vendome per il nome usato anche sulle iconiche pietre che segnano l’ingresso in Costa Smeralda. Oggi viene utilizzato un font Sweet Gothic personalizzato che, insieme al restyling del logo effettuato dall’agenzia di comunicazione milanese Auge, risulta perfetto per tutte le nuove applicazioni richieste dalle piattaforme digitali, editoriali e territoriali.

Dario Budroni

Ph Marcello Chiodino

Article by Dario Budroni

CS Journal è la voce ufficiale del Consorzio Costa Smeralda, edito per i propri associati e per l’indotto turistico che ogni anno affolla la Costa Smeralda. Un magazine formato tabloid che valorizza l’identità del Consorzio e tutte le realtà del territorio.