Arzachena si rafforza al Waterfront Costa Smeralda con un pod esclusivo
La presenza del Comune consolida il suo legame con Porto Cervo, portando novità e la tradizione di una terra millenaria
Il Waterfront Costa Smeralda non è solo sinonimo di glamour e di innovazione, come si vede tra i vari pod che costellano uno dei luoghi simbolo di Porto Cervo come il Porto Vecchio. Ogni stagione è un’occasione per scoprire qualcosa di nuovo del presente e del passato di un’isola millenaria come la Sardegna. Proprio per questo entra in gioco il nuovo Pod di Arzachena Turismo. Uno spazio realizzato dall’amministrazione comunale allo scopo di tenere insieme il lusso contemporaneo e un’identità che si è rafforzata nel corso del tempo.
La scelta di essere di nuovo a Porto Cervo non fa che rafforzare il rapporto con questo borgo. Un’occasione più unica che rara di promuovere le bellezze di questa terra fornendo agli ospiti alcuni frammenti di ciò che li attende a partire da questa vacanza in Sardegna.
«Il Pod di Arzachena Turismo non è solo un infopoint, ma una vera e propria finestra sulla cultura e sull’identità locale», afferma il Comune. Un momento per conoscere e sperimentare qualcosa di nuovo che rimarrà impresso nei ricordi. L’estate si protrae ben oltre la durata canonica della stagione come previsto dalle politiche comunali in collaborazione con Smeralda Holding. Il Waterfront Costa Smeralda ha optato per un’apetura anticipata: quasi un mese rispetto al passato come si è visto dall’inaugurazione dell’11 giugno. «Un passo concreto per rendere la destinazione viva e attrattiva più a lungo», prosegue l’amministrazione comunale.
Al suo interno si trova una galleria fotografica che valorizza il patrimonio naturalistico locale, affiancata dalle riproduzioni di alcuni dei reperti archeologici custoditi nel Museo Civico “Michele Ruzittu”. I visitatori avranno così «un assaggio di 6.000 anni di storia del nostro territorio e una panoramica completa delle attrazioni da scoprire nel centro e negli altri borghi sul mare di Cannigione e Baja Sardinia».
Riccardo Lo Re
Credits: Emanuele Perrone