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Antonio Simon Mossa

Antonio Simon Mossa, l’architetto con la passione per la musica

A Pisa sono stati recuperati degli spartiti firmati dall’archistar che ha contribuito alla creazione di uno dei luoghi più incantevoli al mondo

La storia non smette mai di emergere rivelando a volte delle sorprese che nessuno si sarebbe mai immaginato. Quando si parla di storia della Costa Smeralda non si possono certo tralasciare i nomi di quei grandi architetti che l’hanno progettata materializzando il sogno di un principe venuto da lontano. Un team formato da una selezionatissima cerchia di tecnici di fama internazionale e tra questi Michele Busiri Vici, Jacques Couelle, Raymond Martin e Antonio Simon Mossa. Nella cerchia delle archistar chiamate alla corte dell’Aga Khan quest’ultimo era sicuramente quello più rappresentativo dell’Isola. Perché Simon Mossa non solo era un grande architetto, ma anche un personaggio noto per il suo impegno di ideologo dell’indipendentismo sardo, poliedrico uomo di cultura, giornalista e scrittore. Il suo contributo fu di certo fondamentale per progettare le costruzioni con richiami agli stazzi galluresi e ai nuraghi, ma anche nel redigere le regole urbanistiche della Costa Smeralda. Ma se il suo genio è ormai riconosciuto in tutti i campi citati lo è stato sicuramente meno in quello musicale. Perché Simon Mossa, scomparso all’età di 51 anni il 14 luglio del 1971, è stato anche un compositore. Un aspetto inedito del grande architetto, sconosciuto perfino ai figli che hanno appreso della musica scritta dal padre solo in epoca recente e con grande sorpresa: «È stata una scoperta anche per noi figli, che avevamo sempre conosciuto la passione di papà per la musica, ereditata da nostra nonna – ha spiegato il figlio Pietro Simon -. Sapevamo che suonava tanti strumenti, ma non immaginavamo che avesse composto musiche. Quando mia cugina da Pisa ci ha informato che aveva recuperato degli spartiti firmati da lui, li abbiamo mostrati a un musicista esperto». Per celebrare questa meravigliosa scoperta è stato allestito uno spettacolo musicale che è andato in scena nei giorni scorsi per una prima assoluta al Teatro Civico di Alghero. Ci sono voluti sei anni per perfezionare le trascrizioni delle partiture originali che però hanno dato vita ad un meraviglioso concerto per pianoforte, orchestra e coro che ha emozionato il pubblico presente.  Dal palco del Civico il Maestro Battista Giordano ha dichiarato di essere rimasto “colpito dalla qualità della scrittura e degli arrangiamenti. La caratteristica delle musiche di Simon Mossa – ha specificato – è quella di essere allinterno di un sound che ha caratterizzato il cinema italiano fino agli anni 50, provenendo da un certo ingresso del jazz nordamericano filtrato attraverso il gusto musicale italiano dellepoca”. I brani del concerto sono stati eseguiti da Antonella Chironi al pianoforte, dallorchestra darchi Glareano, da Alessandro Schirano al clarinetto e dallensemble di voci del coro diretto da Silvio Carobbi, che hanno interpretato partiture connesse all’attività cinematografica, e in seconda battuta creazioni legate alletà giovanile come band leader, compositore e arrangiatore. Una seconda raccolta di partiture ha riguardato gli studi etno-musicologici, con trascrizioni del mi e la” (canto della Planargia) e altri generi sardi. La serata si è conclusa tra applausi scroscianti con lesecuzione di arrangiamenti e composizioni di Battista Giordano ispirate alla produzione musicale di Simon Mossa. L’evento è stato organizzato dallIstituto Camillo Bellieni di Sassari in collaborazione con lArchivio Simon Mossa e la Società Umanitaria Cineteca Sarda, con il patrocinio della Regione Autonoma della Sardegna e del Comune di Alghero.

Davide Mosca

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