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L’Aeroporto di Olbia in prima linea insieme a Fondazione Telethon

Lo scalo consolida il proprio impegno sostenendo l’associazione nella promozione della ricerca.

Fino al 3 maggio, l’Aeroporto di Olbia, intitolato al Principe Karim Aga Khan IV, ha deciso di unirsi alla Fondazione Telethon, rafforzando così il suo impegno a favore della ricerca e delle iniziative sociali, con l’obiettivo di offrire un contributo concreto alla collettività.

L’iniziativa si inserisce nell’ambito della Campagna di Primavera “Io per Lei”, rappresentando un’occasione per valorizzare e dare visibilità al lavoro svolto dalla Fondazione nel campo medico.

Se pensiamo all’aeroporto come metafora, occorre un mezzo capace di diffondere il messaggio su larga scala, raggiungendo quante più persone possibile. Lo scalo gallurese diventerà così un punto di partenza per promuovere speranza e solidarietà, sostenendo la ricerca scientifica sulle malattie genetiche rare.

Il progetto

La Fondazione Telethon è un ente senza scopo di lucro riconosciuto dal Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica. Fondata nel 1990, l’associazione si impegna a finanziare la ricerca e a promuovere terapie per le malattie genetiche e rare.

L’ultima iniziativa si chiama “Io per lei”, la campagna di Fondazione Telethon dedicata alle “mamme rare” e alla loro forza infinita. Organizzata in vista della Festa della Mamma, rappresenta un’altra grande occasione per sostenere ricerca di Fondazione Telethon. Anche l’aeroporto di Olbia ha scelto di stare dalla parte di Telethon sostenendo questo progetto. Fino al 3 maggio si potranno acquistare i Cuori di biscotto, disponibili in oltre 2.500 punti di raccolta in tutta Italia al costo minimo di 15 euro.

«Con la campagna di primavera, Fondazione Telethon rinnova il proprio impegno accanto alle persone e alle famiglie che convivono con una malattia genetica rara», ha dichiarato  Ilaria Villa, direttrice generale di Fondazione Telethon. «Finanziamo la ricerca scientifica d’eccellenza per rendere possibili diagnosi sempre più precoci, migliorare la qualità della vita e sviluppare un numero crescente di terapie efficaci e accessibili per i pazienti. Tutto questo è possibile grazie alla straordinaria partecipazione dei volontari e alla generosità dei donatori, che danno forza alla nostra ricerca e costruiscono insieme a noi un futuro di cura per migliaia di bambini e adulti con una malattia genetica rara».

Riccardo Lo Re