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Vogue agli inglesi: andate a vedere la Costa Smeralda

Vogue agli inglesi: andate a vedere la Costa Smeralda - News - Consorzio Costa Smeralda - News - Consorzio Costa Smeralda
22 Giugno 2018

Un altro grande giornale si occupa della Costa Smeralda, da oltre 50 anni la destinazione turistica più raffinata del Mediterraneo. Dopo il New York Times, questa volta a parlarne è l'edizione britannica di Vogue, il magazine statunitense che è una "bibbia" per il mondo della moda e lo star system.

Con una diffusione di 190 mila copie per ogni numero pubblicato a Londra, Vogue ha parlato della Costa Smeralda offrendo ai propri lettori - sempre attenti al gusto e assai esigenti - una guida per scoprirla in tutta la sua essenza: dagli hotel di proprietà della Qatar Investment Authority (Qia) e gestiti da Marriott alla Spiaggia del Principe, quella più iconica. Un cosa c'è da vedere e cosa da fare in Costa Smeralda assai utile al mercato inglese, il quarto come numero di arrivi per la Gallura.

La rivista parte suggerendo di passare la vacanza, che si sia single o con famiglia, all'hotel Romazzino, creato dalla matita dell'architetto Michele Busiri Vici e costruito dalla società cinematografica inglese Rank Organisation. Dell'albergo viene elogiato l'aspetto sardo: si parla degli ottimi vini sardi di cui dispone la cantina, si fanno notare i tessuti fatti a mano dagli artigiani sardi, si mette in luce il pavimento del bar fatto con ginepro sardo, si celebra l'ospitalità sarda. Quasi sessant'anni dopo la sua apertura, l'hotel Romazzino rimane quello che era: un hotel esclusivo, pensato in stile mediterraneo ma fatto, in tutta la sua anima, di sardità. Che è quello che i fondatori della Costa Smeralda hanno sempre voluto e autorevolmente realizzato.

Vogue, poi, per il pranzo suggerisce l'hotel Cala di Volpe, un'altra creatura iconica della Costa Smeralda. Il giornale inglese spiega ai propri lettori che in origine era (ed è vero) l'alloggio privato del fondatore della Costa, il principe Karim Aga Khan, e che è stato la location di un bel film: "La spia che mi amava", uno di quelli di maggiore successo della serie su 007 tratta dai romanzi di Ian Flaming. Una bella e opportuna citazione per il pubblico britannico.

Ovviamente, questo non è che il backstage storico e culturale dell'albergo. Vogue invita i propri lettori a pranzare al Cala di Volpe perché in quell'hotel è come se fossero a casa loro e perché in quell'hotel, dotato di proprio orto, trionfa la naturalezza, la freschezza e la genuinità dei prodotti. Come lo stufato di pesce sardo e la fregola, i piatti che la rivista raccomanda. Nelle parole del giornalista, c'è dunque un altro deciso richiamo alla natura fortemente sarda dell'albergo pensato dalla mente geniale di Jacques Couelle, che era un artista a tutto tondo più che un architetto.

L'ampio servizio, certo, non poteva dimenticare uno dei motivi per cui la Costa Smeralda è conosciuta in tutto il mondo: la natura. La celebrata rivista indica una spiaggia: quella del Principe, che deve il suo nome proprio all'Aga Khan. Il giornalista scrive che uno deve prepararsi con le scarpe da tennis per affrontare la intensa camminata, di dieci minuti, per andare dai parcheggi, immersi nella macchia mediterranea, alla battigia. Tutto vero. Ma aggiunge che questa è una fatica che vale la pena di fare. Come dargli torto, no?

Questa è l'essenza della Costa Smeralda, dopotutto: il lusso più raffinato e la grande cura dei dettagli dentro gli hotel; la natura più incontaminata e sapientemente conservata appena fuori. Da oltre 50 anni, per volere dei fondatori del Consorzio Costa Smeralda e dei loro successori, è sempre così.

 

 

 

 

 

 

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