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COSTA SMERALDA

ARCHITETTURA

L'importanza data all'architettura emerge sin dai primi anni della fondazione del Consorzio con l'istituzione di un Comitato preposto a sovrintendere scrupolosamente al controllo ed alla corretta esecuzione delle opere edilizie.

In questo modo, gli stilemi ideati ed adottati dai fondatori, con l'ausilio degli architetti Couelle, Vietti, Busiri Vici, Martin e Antonio Simon Mossa, diventano presto i canoni di uno stile architettonico completamente nuovo, frutto del background culturale di quei lungimiranti pionieri. Tra gli italiani, Vietti, di origini liguri, è latore di influenze del nord Italia; Busiri Vici, con i suoi numerosi interventi sulle coste del tirreno, porta con sé suggestioni tipiche dell'Italia centrale e mediterranea, mentre Simon Mossa, esperto conoscitore del territorio sardo, si fa garante del rispetto della tradizione locale. Tutto ciò - arricchito dai tipici accenti provenzali di Couelle e dall'esperienza di Martin sul piano urbanistico - viene canalizzato in qualcosa di totalmente nuovo, con regole e codici ben precisi, che non tradiscono, però, la personalità dei singoli architetti.

Nasce così un linguaggio raffinato ed omogeneo che si distingue soprattutto per l'utilizzo dei materiali "poveri" locali, come il granito e il legno, nobilitati da una straordinaria sensibilità architettonica e dall'eleganza delle destinazioni d'uso. Attualmente, infatti, il territorio consortile può vantare innumerevoli opere di pregio, come ad esempio l’Hotel Luci di la Muntagna, la Maison du Port e altri esempi significativi di residenze private, insieme all 'Hotel Cala di Volpe, l’Hotel Pitrizza, il Romazzino e la chiesa Stella Maris, ispirate ad una filosofia di architettura che è stata capace di inserirsi, senza alterarlo, ma, anzi, esaltandolo, in un contesto naturalistico senza pari al mondo.

Stupisce poi l'altissima concentrazione di ville, tesori architettonici inestimabili, frutto della coesione tra la millenaria cultura costruttiva del mediterraneo con quella di audaci architetti, fra i migliori al mondo. A loro il merito di aver saputo utilizzare sapientemente i materiali generati da una natura generosa e selvaggia, come il granito o il ginepro, secondo processi creativi peculiari dell'artigianato sardo d'eccellenza.

Tali costruzioni sono concepite per rispettare l'armonia di quest'angolo di paradiso, nonché per riflettere in modo naturale quella visione interiore che, anni or sono, mosse quegli uomini straordinari: l'esigenza di portare la bellezza nella bellezza.

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